Con il passare del tempo è facile che alcune vicende finiscano lentamente nel dimenticatoio. Succede spesso, soprattutto quando si tratta di questioni complesse o scomode. Eppure la vicenda di Nuovenergie è tutt’altro che conclusa. Anzi, nel frattempo si è arricchita di un nuovo capitolo — e purtroppo non è uno di quelli che fanno bene alle casse pubbliche.
Negli ultimi mesi, infatti, il Comune di Settimo Milanese ha perso anche la seconda causa intentata dal socio industriale della società.
La prima causa era già costata ai cittadini circa 160.000 euro.
La seconda ha aggiunto altri 80.000 euro.
E non finisce qui. A queste cifre vanno infatti aggiunti anche i costi per gli incarichi legali affidati al professionista che ha seguito l’intera vicenda per conto del Comune.
Il conto, ad oggi, supera quindi i 250.000 euro.
Parliamo di risorse pubbliche, cioè soldi dei cittadini. Soldi che avrebbero potuto essere utilizzati per servizi, manutenzioni, iniziative utili alla comunità.
Il punto centrale della questione resta sempre lo stesso: la legge prevedeva la vendita delle quote già dal 2022. Se si fosse proceduto in quella direzione quando era stato indicato, probabilmente oggi non saremmo qui a fare la somma delle cause perse e delle spese legali.
Invece il tempo è passato, le controversie si sono accumulate e il costo complessivo continua a crescere.
Per questo è importante continuare a parlarne. Non per fare polemica fine a sé stessa, ma perché le decisioni amministrative hanno conseguenze concrete. E quando queste conseguenze pesano sulle tasche dei cittadini, è giusto che restino sotto i riflettori.
La domanda quindi resta aperta:
quanto costerà ancora questa vicenda prima di arrivare a una soluzione definitiva?
