Cinque emendamenti BOCCIATI, utili per la comunità
In occasione dell’approvazione del bilancio di previsione 2026–2028, come Gente di Settimo abbiamo presentato cinque emendamenti, frutto di ascolto, analisi del territorio e confronto con i cittadini. Cinque proposte concrete, tutte bocciate dall’attuale maggioranza che governa il nostro Comune.
Un dato politico chiaro, che non può lasciarci indifferenti.
I nostri emendamenti si concentravano su due temi che riteniamo prioritari e non più rinviabili: il trasporto pubblico e il sostegno ai ragazzi con disabilità. Ambiti che incidono direttamente sulla qualità della vita delle persone e sulla capacità di una comunità di essere davvero inclusiva.
Trasporto pubblico: soluzioni possibili, ma ignorate
Sul fronte del trasporto pubblico avevamo avanzato tre proposte di buon senso.
La prima riguardava l’attivazione del servizio “ChiamaBus” di ATM, un servizio a chiamata e ad orario flessibile, pensato per collegare in modo diretto il nostro territorio ai capolinea della linea M1 di Bisceglie e Molino Dorino. Non si tratta di un’idea astratta: è un servizio già attivo con successo in diversi comuni dell’area metropolitana, come Segrate e Vimodrone. La domanda è semplice e resta senza risposta: perché altrove sì e a Settimo no?
La seconda proposta prevedeva l’installazione di paline elettroniche in tutte le fermate del territorio comunale, in grado di indicare in tempo reale gli orari di arrivo dei mezzi e gli eventuali salti di corsa. A Milano questi strumenti sono ormai la normalità e rappresentano un supporto fondamentale per i cittadini. Estenderli anche a Settimo significherebbe garantire informazione, trasparenza e rispetto per il tempo degli utenti. Anche in questo caso, però, la maggioranza ha scelto di dire no.
Infine, avevamo proposto la realizzazione di una corsia preferenziale per la linea Z620, sfruttando un tratto dell’ex SS11 oggi inutilizzato e bloccato da una sbarra. Un intervento limitato ma strategico, che permetterebbe al bus di evitare uno dei tratti più congestionati nelle ore di punta, migliorando puntualità e affidabilità del servizio. La strada esiste già, è lì, abbandonata: perché non rimetterla in funzione per uno scopo utile al trasporto pubblico?
Disabilità e inclusione: servono scelte più coraggiose
Il secondo grande tema riguarda il sostegno ai ragazzi con disabilità, un ambito in cui riteniamo che un’amministrazione debba dimostrare attenzione, sensibilità e capacità di investimento.
Abbiamo chiesto un aumento delle ore di assistenza educativa in ambito scolastico, con educatori specializzati in grado di garantire un supporto realmente efficace. La scelta di privilegiare l’educativa di gruppo o laboratoriale, a discapito di quella individuale, non aiuta né i ragazzi coinvolti né il gruppo classe. L’aumento delle risorse dichiarato dall’amministrazione è legato al maggior numero di studenti che necessitano del servizio, non a un reale potenziamento delle ore di assistenza. È qui che serve un cambio di passo, che purtroppo non abbiamo visto.
Abbiamo inoltre proposto l’inserimento di giochi inclusivi nei parchi pubblici di tutto il territorio comunale. Giochi pensati per essere utilizzati da tutti i bambini, con e senza disabilità, nello stesso spazio e nello stesso momento. Non giochi “separati”, ma strumenti capaci di abbattere davvero le barriere e favorire la socializzazione. Oggi, nei parchi di Settimo, prevalgono invece giochi dedicati esclusivamente ai bambini con disabilità, una scelta che rischia di tradire proprio quel concetto di inclusione che spesso viene evocato, ma raramente realizzato fino in fondo.
Un no che pesa
Abbiamo portato in Consiglio comunale proposte concrete, realistiche e orientate esclusivamente al bene dei cittadini. Ancora una volta, però, l’amministrazione ha preferito trincerarsi dietro cavilli tecnici ed economici, prendere tempo e rinviare, rinunciando al coraggio di fare scelte politiche chiare.
Per noi la politica dovrebbe avere un solo obiettivo: dare risposte fattive ai bisogni reali delle persone. Su trasporti e inclusione si poteva fare di più. Si è scelto di non farlo.
Come Gente di Settimo continueremo a portare avanti le nostre proposte, dentro e fuori il Consiglio, con determinazione e senso di responsabilità. Perché Settimo merita un’amministrazione che ascolti, decida e agisca, non che si limiti a dire sempre no.
