Esito negativo alla Petizione contro lo spostamento della biblioteca di Settimo Milanese
La vicenda della petizione “La biblioteca non va spostata” non si è chiusa con un confronto pubblico o con una riflessione politica nel merito. Si è chiusa – almeno nelle intenzioni dell’Amministrazione – con una lettera formale di rigetto, firmata dal Sindaco e dal Segretario comunale.
A quella risposta abbiamo ritenuto doveroso replicare, punto per punto. I documenti che alleghiamo a questo articolo raccontano esattamente questo passaggio: non una discussione sulla biblioteca, ma un tentativo di archiviare la volontà di centinaia di cittadini ricorrendo a cavilli e formalismi.
Una petizione ignorata nel merito
La petizione nasce dalla scelta dell’Amministrazione di procedere allo spostamento della biblioteca senza un percorso di condivisione preventiva. Una decisione rilevante, che incide su un polo culturale riconosciuto e frequentato, presa senza informare né coinvolgere la cittadinanza.
Di fronte a quasi settecento firme, la risposta del Comune non entra mai nel merito della richiesta: nessuna valutazione sull’opportunità dello spostamento, nessuna riflessione sul valore del servizio così com’è oggi, nessuna considerazione sul numero di cittadini contrari.
Il problema, secondo il Comune, non è la scelta. È la forma
Nella lettera del 16 gennaio, Sindaco e Segretario comunale scelgono un’altra strada: contestare la petizione dal punto di vista formale, richiamando l’art. 2703 del Codice Civile per mettere in dubbio la validità delle firme.
È un passaggio che colpisce per due motivi. Il primo è politico: quando mancano risposte sul merito, si alza un muro burocratico. Il secondo è istituzionale: lo Statuto comunale, all’art. 43 comma 3, impegna il Comune ad agevolare – non ostacolare – l’esercizio del diritto di iniziativa dei cittadini.
Eppure, in questa vicenda, non solo non c’è stata assistenza o facilitazione, ma si è arrivati a usare il formalismo come strumento per respingere una richiesta chiaramente espressa.
Il ribaltamento delle responsabilità
Nella risposta ufficiale si arriva persino a sostenere che nella raccolta firme non sarebbero state illustrate le “ragioni dell’Amministrazione”. Un’affermazione che ribalta completamente la realtà: quelle ragioni non erano note, perché mai comunicate pubblicamente.
Pretendere che siano i promotori della petizione – o l’opposizione – a spiegare scelte che il Comune non ha condiviso significa scaricare altrove una responsabilità che è interamente politica.
Una replica necessaria
La nostra lettera di risposta nasce da qui: dalla convinzione che non si possa liquidare la partecipazione dei cittadini con un timbro e un riferimento normativo, evitando accuratamente il confronto.
Usare cavilli per tentare di annullare una volontà collettiva è un segnale di debolezza politica. Governare significa assumersi la responsabilità delle scelte, spiegarle e discuterle, soprattutto quando incontrano una contrarietà così ampia.
Perché pubblichiamo i documenti
Abbiamo scelto di allegare integralmente sia la risposta del Comune sia la nostra replica perché i cittadini possano leggere direttamente gli atti, senza filtri. È l’unico modo per capire davvero come si è arrivati al rigetto della petizione e quale sia stato il tono istituzionale utilizzato.
La questione della biblioteca resta aperta. E resta aperta soprattutto una domanda: che spazio viene dato, oggi, alla partecipazione dei cittadini a Settimo Milanese?

Trovo assurdo tutto il procedimento e i cavilli ai quali si aggrappano i consiglieri comunali . Sono una cittadina di Settimo con tre figli che attualmente usa la biblioteca in modo assiduo, ho firmato la petizione e prima di farlo non solo mi sono informata da entrambe le parti per capire le motivazioni di chi e a favore o no ma ci ho ragionato su .
Un servizio come l’attuale biblioteca a mio avviso funzionante , riparato dalla strada ,collegato con le scuole medie e elementari, accessibile a piedi dal parco da altri istituti, con spazzi ampi e due grandi parcheggi a disposizione. Vuole essere spostato con la scusa che i giovani non hanno spazzi per studiare in tranquillità , e già che ci siamo riequalifichiamo l’attuale biblioteca per dare uno spazio ai nostri anziani, perché ormai l’attuale spazio al palazzo granaio è troppo piccolo. Peccato che l’edificio che dovrà accogliere la nuova biblioteca siano dei locali con spazzi più ridotti ,sotto delle case abitative potenzialmente con inquilini rumorosi, con vetrate che danno sulla strada principale di Settimo dove il traffico è maggiore e sempre rumoroso. La zona è priva di parcheggio non adatto a residenti e uffici postali, figuriamoci per andare anche nella biblioteca!. E questo è un dato di fatto sono andata apposta per vedere l’attuale parcheggio della posta, che anche se verrà riqualificato, togliendo tutte le isole verdi al massimo verranno su una trentina di posti in più insieme a quelli già esistenti. Con tutti quei nuovi condomini in arrivo dubito basteranno per parcheggiare. Detto ciò se il comune voleva trasparenza sulla raccolta firme . Poteva aprire uno spazio in comune per la raccolta firme in modo da poter supervisionare la validità di ciò che effettivamente i cittadini vogliono o meno per il proprio paese. Sarei curiosa di capire quanto costerà ai contribuenti fare il trasloco del attuale biblioteca ,quando costerà farla insonorizzare da rumori della strada come traffico e da condomini con rumori di bambini ,lavatrici ,aspirapolvere e TV……
Quanto costerà fare un impianto wifii per gli studenti . E quanto costerà riqualificare la vecchia biblioteca a centro ricreativo e sociale per anziani. Inoltre invece di sentirmi dire che non e vero che gli spazzi sono più piccoli vorrei vedere entrambe le planimetrie per confrontare la verità. Sono una cittadina di Settimo, e non ci è stato chiesto dal consiglio comunale il nostro parere , non hanno dato la possibilità di scelta ,spiegando costi e benefici di tutta questa manovra zero trasparenza di un progetto che coinvolge tutti!. Ora traggo da sola le mie conclusioni e trovo assurdo togliere un servizio funzionante anzi che crearne uno a DoC per gli anziani!. Quando ho chiesto perché non usassero per gli anziani i nuovi spazzi che dovrebbero andare alla nuova biblioteca . Mi è stato riferito perché farebbero troppo rumore per i condomini .????? Ma i condomini saranno molto silenziosi per chi studia?????. A me sembra una scusa banale anche perché se lo spazio va insonorizzato per la biblioteca lo si può fare per gli anziani!. Per migliorare lo spazio per lo studio dei ragazzi basterebbe magari investire su dei tavoli con dei separé per isolarsi.
In più una cosa non mi e chiara sulle firme che sono state raccolte contro, si accusa che molte di quelle firme non sono di residenti a Settimo. Ma allora tutti quelli che lavorano a Settimo e hanno iscritto i propri figli a scuola a Settimo e che usano assiduamente la biblioteca non possono esprimersi??. Sarà una mia impressione ma c’è qualcosa che non va?. Chissà in quanti la pensano come me.
Grazie e scusate se sono andata per le lunghe