Il Consiglio Comunale del 14 luglio ha affrontato temi molto diversi tra loro: dalla gestione dei rifiuti alla refezione scolastica, fino alla proposta di adesione alla cosiddetta “rottamazione quinquies” dei tributi locali.
Come sempre, abbiamo cercato di valutare ogni provvedimento nel merito, senza pregiudizi e senza logiche di schieramento. Quando riteniamo che una proposta sia utile ai cittadini la sosteniamo, quando invece vediamo scelte poco lungimiranti o prive di una reale visione amministrativa lo diciamo con chiarezza.
Rifiuti: voto favorevole, ma il sistema continua a mostrare troppe falle
Sul Piano Economico Finanziario del servizio rifiuti e sulle relative tariffe abbiamo espresso voto favorevole.
Va riconosciuto che il nuovo PEF presenta alcuni elementi positivi: il costo complessivo diminuisce leggermente rispetto ai due anni precedenti e questo permette una, seppur modesta, riduzione delle tariffe per famiglie e attività. Positivo anche l’intervento effettuato sul sistema di lettura dei sacchetti con chip, che negli ultimi anni aveva evidenziato diverse criticità.
Abbiamo però voluto evidenziare alcuni problemi che continuano a caratterizzare il servizio e che, a nostro avviso, non possono più essere ignorati.
Il primo riguarda proprio il sacchetto con chip, pilastro del sistema “chi meno produce meno paga”. Nella realtà dei condomini è sufficiente aprire i cassonetti per vedere decine di sacchi senza chip. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: chi rispetta le regole viene trattato esattamente come chi le ignora.
Durante il dibattito è stato ribadito che oggi risulta molto difficile sanzionare questi comportamenti, soprattutto nei grandi condomini. Comprendiamo le difficoltà normative, ma la politica non può limitarsi ad alzare le mani. Se un sistema presenta un’evidente falla, il compito di un’amministrazione è cercare soluzioni, non limitarsi a prenderne atto.
Abbiamo poi richiamato un altro tema che per noi è fondamentale: il controllo sull’esecuzione del contratto.
Nel regolamento comunale sono previsti numerosi servizi di spazzamento, pulizia e manutenzione del territorio. Sulla carta Settimo dovrebbe essere pulita quotidianamente con passaggi programmati su strade, parcheggi e piste ciclabili. La percezione dei cittadini, però, racconta spesso una realtà diversa.
Il problema non è soltanto il gestore, ma anche il controllo che il Comune esercita sul gestore. Esternalizzare un servizio non significa esternalizzare le responsabilità. Il controllo resta un preciso dovere dell’Amministrazione.
Per questo, pur votando favorevolmente a un PEF complessivamente corretto dal punto di vista economico, abbiamo chiesto che il prossimo affidamento del servizio, previsto dal 2028, sia l’occasione per ripensare un sistema che oggi mostra limiti evidenti.
Refezione scolastica: un’altra occasione persa
Molto diversa è stata la nostra posizione sul nuovo affidamento del servizio di refezione scolastica alla società partecipata Settimo Pero Welfood.
Qui il nostro voto è stato contrario.
Da anni assistiamo agli stessi problemi: costi in costante crescita, continue variazioni di bilancio, difficoltà organizzative e una società che, per poter svolgere buona parte delle proprie attività, deve affidarsi a personale esterno.
Proprio per questo ci aspettavamo che questa amministrazione cogliesse l’occasione per aprire una riflessione seria sul futuro del servizio.
Invece la scelta è stata quella di proseguire sulla stessa strada.
Una decisione che ci lascia profondamente delusi.
Negli ultimi piani di razionalizzazione delle società partecipate erano emerse chiaramente le criticità di questa realtà e sembrava che finalmente si stesse valutando un cambiamento.
Nulla di tutto questo.
Si continua a sostenere una società che negli anni ha mostrato tutte le proprie fragilità economiche e organizzative.
Durante il dibattito abbiamo posto alcune semplici domande.
Se la società è realmente efficiente, perché deve esternalizzare gran parte del personale operativo?
Perché il costo del servizio continua a crescere?
Perché ogni anno il bilancio preventivo viene poi corretto con successive variazioni?
Perché altri Comuni, quando in passato è stata proposta la partecipazione societaria, hanno sempre scelto di non entrare?
Domande rimaste sostanzialmente senza risposta.
Ci è stato detto che il costo pasto rientra nei parametri di mercato.
Ma limitarsi a dire che un numero rientra in un intervallo statistico non basta.
Il punto vero è un altro: quale beneficio concreto ottengono i cittadini mantenendo questo modello?
Secondo noi nessuno.
Anzi.
Questa era probabilmente l’occasione migliore per valutare una gestione diversa, più moderna, più efficiente e soprattutto più sostenibile nel tempo.
Invece si è preferito conservare lo status quo.
Ancora una volta.
Rottamazione quinquies: aiutare chi è in difficoltà sì, premiare chi non paga no
Abbiamo espresso voto contrario anche alla mozione presentata da Fratelli d’Italia per chiedere l’adesione del Comune alla cosiddetta “rottamazione quinquies” dei tributi locali.
Comprendiamo perfettamente la finalità di aiutare chi attraversa reali difficoltà economiche.
Ma una sanatoria generalizzata non distingue tra chi non ha potuto pagare e chi semplicemente ha scelto di non farlo.
Ed è proprio questo il punto.
Chi, magari con sacrifici, paga regolarmente imposte e tributi finisce ogni volta per sentirsi preso in giro.
Riteniamo molto più corretto utilizzare gli strumenti che già esistono, come le rateizzazioni e gli interventi mirati per le situazioni di comprovata difficoltà economica.
Aiutare chi ha davvero bisogno è un dovere.
Premiare indistintamente chi non ha pagato, invece, non è equità.
Blackout elettrici: quando la politica dovrebbe stare dalla parte dei cittadini
Abbiamo sostenuto convintamente la mozione presentata dal gruppo Oltre per chiedere che il Comune attivasse un servizio temporaneo di assistenza ai cittadini e alle imprese colpiti dai recenti blackout elettrici, aiutandoli a verificare il diritto agli indennizzi e ad avviare le eventuali richieste di risarcimento.
Durante il dibattito abbiamo ribadito un principio molto semplice: la politica non può limitarsi a dire che “non è di sua competenza”. Dopo ore di interruzione dell’energia elettrica e i pesanti disagi subiti da famiglie e attività economiche, il Comune avrebbe dovuto affiancare concretamente i cittadini, aiutandoli ad orientarsi tra procedure e burocrazia.
La maggioranza ha invece respinto la proposta, sostenendo che un servizio di questo tipo sarebbe stato troppo complesso da organizzare. Noi continuiamo a pensare il contrario: amministrare significa anche essere vicini ai cittadini quando affrontano situazioni eccezionali, soprattutto se hanno diritto a ottenere un risarcimento.
Bene confiscato alla mafia: finalmente una destinazione concreta
Tra le nostre interrogazioni vi era anche quella relativa all’immobile confiscato alla criminalità organizzata di via Pertini, sul quale avevamo già chiesto chiarimenti nei mesi scorsi.
L’obiettivo era capire se, nonostante i lavori di ristrutturazione già avviati, fosse stata finalmente definita una destinazione concreta dell’immobile e quale progetto sociale l’Amministrazione intendesse realizzare.
Dalla risposta è emerso che l’appartamento sarà destinato a un progetto di housing per accompagnare verso l’autonomia nuclei familiari provenienti dal sistema di accoglienza. Una risposta che abbiamo accolto positivamente, perché finalmente quel bene confiscato tornerà ad avere la funzione per cui era stato assegnato al patrimonio comunale: essere restituito alla collettività e trasformarsi da simbolo della criminalità organizzata a strumento di utilità sociale.
Casaporta: dodici anni di attesa non possono essere liquidati con una risposta tecnica
L’ultima nostra interrogazione ha riguardato la realizzazione della rete del gas e della pista ciclopedonale di Casaporta, opere considerate prioritarie già nel 2013 ma ancora oggi non concluse.
La risposta dell’Amministrazione si è concentrata esclusivamente sugli aspetti tecnici e sulle difficoltà legate agli espropri, spiegando che oltre il 99% delle aree è stato acquisito e che restano da definire poche situazioni ancora aperte. I tempi stimati parlano di almeno un altro anno prima di poter avviare concretamente le opere.
Quello che però avevamo chiesto era altro: quali responsabilità politico-amministrative hanno portato un intervento ritenuto prioritario ad accumulare oltre dodici anni di ritardo? Su questo punto non è arrivata alcuna risposta. Ed è proprio questo il nodo della questione: dietro ogni opera pubblica che si trascina per anni non ci sono soltanto pratiche tecniche, ma anche scelte amministrative che meritano di essere spiegate ai cittadini.
La politica dovrebbe scegliere il futuro, non limitarsi ad amministrare il presente
Da questo Consiglio emerge una sensazione che ormai si ripete troppo spesso.
Quando c’è da gestire l’ordinario, l’Amministrazione procede.
Quando invece servirebbe il coraggio di mettere in discussione modelli ormai superati, prevale la scelta più semplice: lasciare tutto com’è.
Noi continueremo a sostenere ciò che riteniamo utile per Settimo Milanese, come abbiamo fatto votando a favore dei provvedimenti sui rifiuti.
Ma continueremo anche a denunciare le occasioni perse, le mancate scelte e l’assenza di una visione capace di guardare oltre la semplice gestione quotidiana.
Perché amministrare non significa soltanto mantenere in funzione ciò che esiste.
Significa avere il coraggio di migliorarlo.
