Consiglio comunale 4/6/26
Il Consiglio comunale del 4 giugno si è svolto in un clima decisamente più tranquillo rispetto ad altre sedute recenti. Nessuno scontro particolarmente acceso, nessuna polemica clamorosa. Eppure, dietro l’apparente normalità, sono emersi ancora una volta alcuni temi che meritano una riflessione seria da parte dei cittadini.
Il punto più rilevante della serata è stato senza dubbio la variazione di bilancio, attraverso la quale l’amministrazione ha redistribuito risorse e applicato una parte dell’avanzo di amministrazione per finanziare opere e interventi sul territorio.
Come sempre, ci sono aspetti che condividiamo e altri che continuiamo a ritenere profondamente problematici.
Le cose positive: quando finalmente si passa ai fatti
Abbiamo espresso apprezzamento per alcune scelte contenute nella variazione.
Tra queste la bonifica dell’amianto di via Melegnano, una situazione che si trascina da anni e sulla quale finalmente si è deciso di intervenire. È doveroso riconoscere che, pur trattandosi di un’area privata, la responsabilità ultima di garantire la sicurezza pubblica ricade sul Comune e quindi sul Sindaco. Dopo anni di attesa, si è finalmente scelto di agire.
Positivo anche l’investimento per il raffrescamento di alcune scuole comunali. Il problema delle temperature elevate nelle aule non nasce certo oggi e negli ultimi anni è diventato sempre più evidente. Ben venga quindi questo primo intervento, con l’auspicio che non resti limitato a pochi spazi ma venga progressivamente esteso.
Condivisibile anche la riqualificazione di Piazza Incontro dei Popoli, un’area che necessita da tempo di essere valorizzata e restituita pienamente alla cittadinanza.
Il problema è sempre lo stesso: si annuncia molto, si realizza poco
Quello che continua a preoccuparci è però il metodo.
Analizzando i bilanci degli ultimi anni emerge sempre lo stesso schema: vengono stanziate risorse, vengono annunciati progetti, si presentano interventi come imminenti… e poi una parte significativa di queste opere non parte mai nei tempi previsti.
I soldi vengono rimandati all’anno successivo, confluiscono nell’avanzo di amministrazione, vengono nuovamente riallocati e il ciclo ricomincia.
In sostanza si fa un passo avanti e poi uno indietro.
L’esempio più evidente è quello del trasferimento della biblioteca comunale.
Già lo scorso anno erano state stanziate risorse importanti per realizzare l’operazione. Nulla è stato fatto. Le somme sono tornate in avanzo e oggi vengono nuovamente riproposte.
Nel frattempo il trasferimento continua a restare sulla carta.
Lo stesso discorso vale per altri interventi che compaiono nei documenti di bilancio da anni senza riuscire ad arrivare concretamente al traguardo.
Pensiamo alla riqualificazione dell’immobile di via Nievo, che continua a comparire nei documenti programmatori senza che si riesca a vedere una conclusione concreta.
Il problema non è soltanto contabile.
Il problema è politico.
Perché ogni volta che un progetto viene rinviato si perdono mesi, talvolta anni, e i cittadini continuano ad attendere servizi e opere che erano state annunciate come imminenti.
Biblioteca: una scelta che continuiamo a non condividere
La vicenda della biblioteca comunale, che noi continuiamo a non condividere nel merito oltre che nei tempi di realizzazione, continua a rappresentare uno degli esempi più emblematici.
L’amministrazione continua a difendere la scelta del trasferimento, ma i tempi continuano ad allungarsi.
Nel frattempo resta irrisolta anche la questione degli spazi destinati agli anziani, che dopo il trasferimento della Casa di Comunità continuano a non avere una risposta definitiva.
Sono passati mesi.
La ristrutturazione si è conclusa.
Eppure la soluzione promessa continua a non arrivare.
Ancora una volta siamo davanti ad un progetto che esiste soprattutto nelle intenzioni.
SettimoPero: costa sempre di più
Un altro tema che abbiamo riportato in aula riguarda la società SettimoPero.
Dalle variazioni emerge infatti un ulteriore aumento dei costi a carico del bilancio comunale.
Il costo del pasto è salito a 6,23 euro e questo comporta inevitabilmente maggiori esborsi per il Comune.
Durante il dibattito abbiamo chiesto aggiornamenti sul futuro della società e sulle valutazioni in corso con il Comune di Pero.
La risposta ricevuta è stata piuttosto vaga: ci sono incontri, ci sono confronti, ma al momento nessuna decisione concreta.
Nel frattempo i costi continuano a crescere.
E ciò che preoccupa maggiormente è che molti utenti segnalano da tempo un peggioramento della qualità percepita del servizio.
Pagare di più per avere di meno non dovrebbe mai diventare la normalità.
Protezione Civile: le giustificazioni dietro le dimissioni in massa non tornano
Tra i temi che continuano a lasciare molte domande aperte c’è quello della Protezione Civile.
Negli ultimi mesi abbiamo assistito alle dimissioni di numerosi volontari storici del gruppo comunale, persone che per anni hanno rappresentato una risorsa fondamentale per la sicurezza e la gestione delle emergenze sul territorio.
Le spiegazioni fornite dall’amministrazione continuano però a non convincerci.
Durante il Consiglio comunale abbiamo ribadito come le motivazioni ufficiali presentino ancora numerose contraddizioni e non chiariscano realmente le ragioni che hanno portato ad una fuoriuscita così significativa di volontari esperti.
Una perdita di competenze e di esperienza che non può essere liquidata come un semplice avvicendamento interno.
Nel frattempo è emerso anche un altro elemento che merita una riflessione.
È davvero solo una coincidenza che, proprio dopo queste dimissioni, siano entrati a far parte del gruppo una consigliera comunale del Partito Democratico e il suo compagno?
Oppure esisteva l’urgenza di raggiungere il numero minimo di volontari necessario per garantire la permanenza del gruppo secondo quanto previsto dalla normativa regionale?
Sono domande legittime alle quali, ad oggi, non sono ancora arrivate risposte sufficientemente chiare.
La Protezione Civile merita trasparenza, perché parliamo di un servizio essenziale per tutta la comunità e del lavoro di volontari che per anni hanno dedicato gratuitamente tempo e competenze al nostro territorio.
La vera questione: la capacità di trasformare le idee in realtà
Nessuno pretende che tutto venga realizzato dall’oggi al domani.
Le procedure amministrative sono complesse e spesso esistono fattori esterni che possono rallentare i progetti.
Ma quando gli stessi interventi continuano a comparire nei bilanci anno dopo anno senza arrivare a conclusione, il problema non può più essere considerato soltanto tecnico.
Diventa un problema di capacità amministrativa e di programmazione.
Un problema che ha trovato una curiosa conferma proprio nel dibattito consiliare. Quando la nostra capogruppo ha evidenziato come alcune opere vengano ciclicamente finanziate, rinviate, riportate in avanzo e successivamente rifinanziate attraverso il fondo pluriennale vincolato, la capogruppo del Partito Democratico ha dichiarato di non comprendere il significato delle nostre osservazioni. Un’affermazione sorprendente, considerando che si tratta di meccanismi basilari della contabilità degli enti locali. Comprendere la differenza tra un’opera realizzata e un’opera semplicemente rinviata dovrebbe essere il minimo indispensabile per chi è chiamato a valutare e sostenere le scelte di bilancio dell’amministrazione.
Per questo motivo abbiamo espresso voto contrario alla variazione di bilancio.
Non perché tutte le opere previste siano sbagliate.
Anzi, molte sono condivisibili.
Ma perché continuiamo a vedere una distanza troppo grande tra ciò che viene annunciato e ciò che viene effettivamente realizzato.
E i cittadini di Settimo Milanese meritano meno promesse e più risultati concreti.
