Consiglio comunale del 28 Aprile - un bilancio che torna ma non convince
Il Consiglio comunale sul rendiconto 2025 ha messo in luce una distanza sempre più evidente tra il racconto della maggioranza e la realtà dei fatti. Da un lato numeri formalmente “in ordine”, dall’altro una gestione che – nei fatti – lascia indietro opere, risorse e soprattutto i cittadini.
Un bilancio che “torna”… ma non convince
La maggioranza rivendica un risultato positivo: niente disavanzo e oltre 1,1 milioni di euro di avanzo corrente. Ma è proprio questo il punto centrale della critica dell’opposizione.
Per GDS e per i gruppi di Opposizione, quell’avanzo non è un successo: è il segnale che soldi dei cittadini non sono stati utilizzati.
Non si parla di pochi spiccioli, ma di cifre importanti: centinaia di migliaia di euro che potevano essere reinvestiti subito in servizi, manutenzioni, sostegno sociale. Invece sono rimasti fermi.
L’opposizione lo dice chiaramente:
se c’è avanzo, significa che si è chiesto di più ai cittadini senza restituire abbastanza.
E qui emerge una differenza politica netta:
- per la maggioranza → prudenza e solidità
- per l’opposizione → incapacità di programmare e spendere bene
Il vero problema: opere promesse e mai realizzate
Il punto più pesante sollevato da Stringaro riguarda il fallimento nella gestione degli investimenti.
Non manca il denaro. Mancano i risultati.
Emergono quasi 4,7 milioni di euro di opere non realizzate, spostate nel fondo pluriennale o rinviate anno dopo anno. Un elenco lungo e preoccupante:
- ponti e staccionate mai sistemati nonostante il materiale già acquistato
- ristrutturazione di via Nievo ferma da anni
- magazzino sportivo di Seguro mai realizzato
- illuminazione ciclopedonale non fatta
- parcheggi promessi e non completati
E soprattutto una costante:
le opere non spariscono… vengono rimandate all’infinito.
Stringaro lo definisce chiaramente:
non è mancanza di risorse, è incapacità di gestione.
Il caso emblematico: la biblioteca
Altro simbolo di questa gestione è lo spostamento della biblioteca.
Una scelta contestata da cittadini e insegnanti, portata avanti comunque… e finita nel nulla.
Risultato?
100.000 euro stanziati e poi finiti in avanzo.
Per l’opposizione è la prova di una politica che:
- decide senza ascoltare
- spende senza realizzare
- torna indietro senza assumersi responsabilità
Case popolari vuote mentre i cittadini cercano casa
Altro tema forte: alloggi pubblici non assegnati.
- 6 case disponibili
- solo 3 in ristrutturazione
- altre vuote o inutilizzate
Nel frattempo, famiglie in difficoltà abitativa sono costrette ad andare fuori comune.
Qui la critica è diretta:
non è accettabile lasciare case vuote quando c’è bisogno reale sul territorio.
Personale e organizzazione: la crepa strutturale
La maggioranza parla di difficoltà oggettive, ma l’opposizione ribalta il punto:
se il personale continua ad andarsene, forse il problema non è il personale.
Un passaggio politico pesante, perché mette in discussione:
- l’organizzazione interna
- il clima amministrativo
- la capacità di gestione dell’ente
Il nodo più grave: il buco NEV
Ma il punto più duro dell’intero Consiglio è la questione NEV, su cui l’opposizione affonda.
I numeri sono chiari:
- 328.000 euro già pagati o da pagare
- derivanti da contenziosi, lodi arbitrali e spese legali
E non è finita.
Stringaro evidenzia una situazione ormai paradossale:
- una legge non rispettata dal 2022 (obbligo di vendita quote)
- una proposta da 10 milioni di euro rifiutata
- continui ricorsi e contro-ricorsi
- soldi pubblici che continuano a uscire
Il risultato?
un buco che pagano i cittadini senza ottenere nulla in cambio.
E la critica diventa politica:
- si stanno bruciando risorse correnti (quindi soldi destinati ai servizi)
- si continua senza una direzione chiara
- si resta bloccati in un “loop” giudiziario
L’opposizione è ancora più diretta
è facile rischiare quando pagano i contribuenti.
Una gestione senza direzione
Dalla ricostruzione dell’opposizione emerge un quadro preciso:
- opere promesse ma rinviate
- risorse disponibili ma non utilizzate
- scelte strategiche confuse (NEV su tutte)
- mancanza di programmazione reale
E soprattutto una sensazione diffusa:
si naviga a vista.
Conclusione: perché il voto è contrario
Il voto contrario di GDS e dell’Opposizione nasce da una convinzione chiara:
- non basta avere i conti in ordine
- bisogna trasformare i soldi in risultati concreti
E oggi, secondo l’opposizione, questo non sta accadendo.
Il giudizio finale è netto:
questo bilancio non rappresenta una buona amministrazione, ma una gestione che rimanda, accumula e spreca opportunità.
Con un’aggravante pesante:
il caso NEV, che continua a drenare centinaia di migliaia di euro senza una soluzione, diventando il simbolo più evidente di una linea politica sbagliata.
