Consiglio Comunale del 23 luglio 2026
Ci sono serate in Consiglio Comunale in cui una votazione racconta molto più di mille slogan.
Quella sull’affidamento del Centro Sportivo Battista Re è una di queste.
Perché dietro parole altisonanti come partenariato pubblico-privato, interesse pubblico e riqualificazione si nasconde una realtà molto semplice.
La sinistra di Settimo Milanese ha deciso di consegnare uno dei principali impianti sportivi della città a un soggetto privato per 35 anni.
Trentacinque.
Praticamente una generazione.
La domanda è semplice: chi ci guadagna?
Durante il Consiglio abbiamo posto molte domande tecniche.
Non per fare accademia.
Ma perché quando si consegna un patrimonio pubblico per 35 anni è giusto capire se davvero sia la scelta migliore oppure semplicemente quella più comoda.
Al di là di tutti i numeri, però, rimane un dato politico impossibile da nascondere.
I cittadini di Settimo spenderanno circa 700.000 euro per rifare un campo da calcio che, nella pratica, non utilizzeranno.
Sì, avete letto bene.
Settecentomila euro di soldi pubblici.
Non per una scuola.
Non per un parco.
Non per un servizio ai cittadini.
Ma per realizzare un’opera che entrerà in un impianto gestito da un soggetto privato, destinato principalmente alle esigenze di una società calcistica professionistica.
La giustificazione è che il Comune non avrebbe le risorse per riqualificare l’intero centro sportivo.
Peccato che quei 700.000 euro, invece, siano stati trovati eccome.
E finiranno per aumentare il valore di un impianto che sarà gestito da altri.
Beneficenza con i soldi dei cittadini
La parte più curiosa è forse questa.
Per anni ci siamo sentiti dire che i soldi pubblici devono essere spesi con attenzione.
Che bisogna essere prudenti.
Che non ci sono risorse.
Poi improvvisamente troviamo 700.000 euro.
Ma non per un’opera realmente a disposizione della cittadinanza.
No.
Per un’infrastruttura che verrà utilizzata da un soggetto privato che manterrà la gestione dell’impianto per 35 anni.
Insomma, una forma molto particolare di beneficenza.
Naturalmente non con i propri soldi.
Con quelli dei cittadini di Settimo Milanese.
E fa sorridere che proprio una maggioranza che si definisce di sinistra scelga di regalare un pezzo del patrimonio pubblico a un privato invece di investire direttamente nella propria comunità.
Lo sport settimese merita rispetto
A Settimo esiste da decenni un tessuto sportivo fatto di associazioni, volontari e società che hanno cresciuto migliaia di ragazzi.
Lo sport non è mai stato soltanto agonismo.
È educazione.
È aggregazione.
È comunità.
Oggi invece sembra passare un messaggio diverso.
Se c’è da gestire qualcosa di importante…
…meglio consegnarlo ai privati.
È una precisa scelta politica.
Legittima.
Ma che noi non condividiamo.
Perché significa rinunciare, poco alla volta, a gestire direttamente il patrimonio della nostra città.
E mentre si regala il territorio ai privati…
C’è poi un altro aspetto che rende questa vicenda ancora più preoccupante.
Negli stessi documenti discussi in Consiglio emerge infatti la necessità di realizzare una nuova sottostazione elettrica sul territorio.
Sia chiaro: non serve al Centro Sportivo Battista Re.
Serve a sostenere l’enorme fabbisogno energetico dei Data Center che stanno sorgendo a Settimo Milanese.
Ed è proprio questo il punto.
Mentre un pezzo del patrimonio sportivo comunale viene affidato ai privati per 35 anni, il nostro territorio continua a essere trasformato per soddisfare le esigenze di gigantesche infrastrutture informatiche.
Sempre più energia.
Sempre più impianti.
Sempre più infrastrutture.
Sempre meno territorio pensato per i cittadini.
La nuova sottostazione elettrica non nasce per migliorare la qualità della vita dei settimesi.
Nasce perché i Data Center hanno bisogno di una quantità di energia enorme.
E ancora una volta è Settimo Milanese a pagarne il prezzo dal punto di vista ambientale e urbanistico.
Due facce della stessa politica
Quello che abbiamo visto in questo Consiglio Comunale racconta perfettamente la direzione intrapresa dall’Amministrazione.
Da una parte 700.000 euro di soldi pubblici vengono utilizzati per riqualificare un impianto che finirà nella disponibilità di un soggetto privato per i prossimi 35 anni.
Dall’altra il territorio continua a essere sacrificato per sostenere un modello di sviluppo basato sui Data Center, con nuove infrastrutture energetiche sempre più impattanti.
Due decisioni apparentemente diverse.
Ma unite dalla stessa idea di città.
Una città che cede progressivamente il proprio patrimonio e il proprio territorio a interessi esterni, mentre ai cittadini restano i costi, il consumo di suolo e gli impatti ambientali.
Noi immaginiamo una Settimo diversa.
Una città che investe sui propri cittadini, tutela il proprio patrimonio e difende il proprio territorio, invece di trasformarlo, pezzo dopo pezzo, in qualcosa che servirà soprattutto ad altri.
